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  • Un sondaggio per capire meglio gli esiti del Covid gestito a casa

    03 Giugno 2021

    Quali sintomi perdurano a distanza di mesi? Si sono iniziate nuove cure? Come si è stati assisti quando ci si è ammalati (a casa o in ospedale) e che valutazione se ne dà

    Che cosa succede nel tempo a chi ha sofferto dell’infezione da Sars-CoV 2? Ci sono danni o anche disturbi minori persistenti a distanza? E questi occorrono solo nei pazienti che sono stati ricoverati in ospedale o anche in chi si è curata a casa, magari con sintomi meno severi? Infine, che impatto ha avuto l’infezione sulle nostre vite? Tutti interrogativi che oggi non hanno risposte chiare e definitive e per i quali la scienza sta ancora cercando riscontri, dopo essersi occupata soprattutto del come gestire e curare la fase più acuta della malattia e dei vaccini.

    Per il cittadino e per la comunità scientifica
    Per questo Corriere della Sera in collaborazione con l’Associazione non a scopo di lucro Peripato (www.peripato.org) propongono ai lettori del Corriere della Sera online un questionario che vuole essere in termini medici un «self reported outcomes» cioè un’indagine sugli «esiti riferiti dal paziente». Un approccio moderno, specificamente orientato a cogliere il punto di vista dei pazienti sugli esiti delle cure, che se non ha la precisione degli studi condotti secondo le classiche metodologia di raccolta, più riproducibili e rigorose, presenta il vantaggio di poter raggiungere una enorme quantità di soggetti e di rappresentare la loro percezione. Con un progetto innovativo di raccolta dati via web Corriere.it vuole mettere al servizio del cittadino e della comunità scientifica informazioni sui problemi di salute di chi ha sofferto per la pandemia che ci ha colpito.

    Le domande
    Quali sintomi perdurano a distanza di mesi? Si sono iniziate nuove cure? Ma anche come si è stati assisti quando ci si è ammalati (a casa o in ospedale) e che valutazione ne si dà. Sappiamo pochissimo su cosa accade a distanza di tempo in chi ha sviluppato la malattia in forma più lieve e non ha dovuto essere ospedalizzato. Un interrogativo di salute che potrebbe avere importanti ripercussioni, considerate le decine di milioni di casi registrati in tutto il mondo. I risultati ottenuti verranno diffusi in massima trasparenza e periodicamente aggiornati e discussi, e, nelle intenzioni, potrebbero fornire dati utili sui quali riflettere a decisori politici e alle istituzioni. Per questo abbiamo bisogno di 10 minuti, non di più del vostro tempo, contiamo su di voi. Questo il link per partecipare al sondaggio. Il sondaggio è totalmente anonimo. I dati saranno raccolti e utilizzati per le sole finalità statistiche e nel rispetto delle norme relative alla privacy consultabili al link https://www.corriere.it/privacy.shtml

    di Luigi Ripamonti, Sergio Harari