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  • Sindrome delle apnee ostruttive
    del sonno e CPAP

    1. Patologia

    La Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno (OSAS) è una patologia cronica molto diffusa caratterizzata da ripetute interruzioni dell’attività respiratoria durante il sonno determinate da un’ostruzione delle alte vie respiratorie. Tali interruzioni, spesso non avvertite dal paziente, possono presentarsi anche centinaia di volte in una notte, impedendo al paziente di riposare adeguatamente. Fattori che possono favorire le apnee sono: l’aumento significativo di peso, il consumo di alcool, il fumo, l’uso di farmaci che inducono il sonno. Le persone affette da OSAS presentano sintomi notturni come il russamento, la presenza di pause respiratorie nel sonno (spesso riferite dal partner), risvegli con sensazione di soffocamento, necessità di urinare frequentemente, eccessiva sudorazione. Di giorno, inoltre, lamentano sonnolenza e sensazione di stanchezza, cefalea mattutina, riduzione della concentrazione e dell’attenzione, variazioni dell'umore. E’ quindi importante diagnosticare tale patologia sia per poter eliminare tutti i disturbi sopra indicati sia per evitare i rischi a lungo termini dovuti ad una non corretta ossigenazione durante le ore notturne. Le OSAS sono infatti associate ad una maggiore incidenza di malattie cardiovascolari (aritmie, infarto cardiaco, ipertensione arteriosa, ictus).

    2. Terapia e suo significato

    E’ fondamentale per chi soffre di apnee del sonno perdere peso, non utilizzare farmaci che favoriscono il sonno (ad es. le benzodiazepine), non fumare e moderare l’assunzione di alcolici. Può anche essere utile dormire in decubito laterale poiché la posizione supina favorire la chiusura delle vie respiratorie. Nel caso di pazienti con specifici problemi anatomici, possono essere indicati interventi chirurgici (rimozione di parte del palato molle, ugola e altri tessuti, chirurgia maxillo-facciale, etc) o, in casi selezionati, l’utilizzo di un byte notturno. Tuttavia, la terapia più efficace per l'OSAS è l’utilizzo di un ventilatore chiamato cPAP, che eroga aria a pressione positiva attraverso una maschera da posizionare sul viso del paziente. Tale pressione, impedendo il collasso delle vie respiratorie, evita lo sviluppo delle apnee, riducendo tutti i sintomi notturni e diurni e il rischio di complicanze cardiovascolari.

    3. Come assumerla

    Il trattamento con cPAP è una terapia meccanica: nel momento in cui si fa uso della cPAP le apnee scompaiono, ma nel momento in cui non viene più utilizzata (a meno che non intervengano fattori come un calo di peso significativo) le apnee si ripresentano. La cPAP deve quindi essere utilizzata tutte le notti.

    4. Effetti collaterali - gestione

    Non vi sono effetti collaterali nell’utilizzo della cPAP, tranne i possibili disagi correlati alla maschera che viene applicata al volto (congiuntiviti, ulcere da pressione a livello del naso e della fronte, secchezza delle fauci). E’ quindi fondamentale fare un corretto adattamento alla cPAP nel centro specializzato, al fine di trovare la maschera che meglio si adatta al viso e alle caratteristiche del paziente. Durante tale adattamento, viene anche tarata nel modo corretto la cPAP al fine di trovare la giusta pressione che permetta la risoluzione delle apnee e che sia tollerata dal paziente. Può poi essere utilizzato un umidificatore integrato che, attraverso l’uso di acqua riscaldata, umidifica il flusso d’aria così da prevenire l’eventuale secchezza delle mucose del naso o del cavo orale.

    5. Esami da controllare

    Nei pazienti in trattamento con cPAP è consigliato un controllo specialistico almeno una volta all’anno con una polisonnografia o un monitoraggio cardio-respiratorio notturno al fine di valutare se le apnee sono ben corrette dall’utilizzo del ventilatore, la presenza di apnee residue e le loro caratteristiche. Nei pazienti affetti da OSAS di grado lieve senza indicazione alla cPAP è comunque consigliabile un controllo annuale per valutare l’eventuale modificazione del quadro cliniche e delle indicazioni terapeutiche.  

    6. Quando contattare il medico di base e quando il centro di riferimento?

    Contattare il Centro di riferimento in caso di mal tolleranza alla ventilazione o se inadeguato controllo dei sintomi diurni o notturni nonostante l’uso della cPAP.

    7. Varie ed eventuali

    La cPAP e tutto il materiale di consumo viene fornito gratuitamente dall’ASST di appartenenza attraverso una prescrizione da parte del Centro di Specializzato. Deve prima, tuttavia, essere richiesta un’invalidità specifica per tale patologia. La richiesta di invalidità viene effettuata  on line dal Medico Curante e il paziente deve quindi recarsi ad un caaf o patronato di zona per ottenere la documentazione richiesta. Poiché chi soffre di apnee spesso presenta sonnolenza diurna vi è un aumentato rischio di colpi di sonno durante la giuda. Per tale ragione, alle parsone affette da OSAS la validità della patente viene ridotta a tre anni (veicoli di categoria A e B) e a un anno (veicoli di categoria C e D). E’ quindi necessario un controllo Specialistico che documenti il corretto utilizzo della cPAP e la risoluzione della sintomatologia diurna.

    8. Bibliografia

    1.     Cardiovascular risk factors in men and women with obstructive sleep apnea syndrome. Laaban JP et al, Respir Med 2010.

    2.     Obstructive sleep apnea syndrome as a cause of resistant hypertension. Parati G et al, Hypertens Res 2014.

    3.     CPAP and measures of cardiovascular risk in males with OSAS. Koheler M, ERJ 2008.

    9. Contatti

    Segreteria del Reparto di Pneumologia (tel. 0285994506) e Segreteria dell’Ambulatorio  di Pneumologia (tel. 0285994156), dalle ore 14:00 alle 16:00, dal lunedi al venerdi

    e-mail: pneumologiasg@multimedica.it

    10. Quali altri stili di vita devo adottare?

    È opportuno coricarsi ed alzarsi ad orari quanto più possibile costanti.
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