Ho 67 anni e da tempo soffro di tosse cronica. Ho fumato in passato ma ho smesso diversi anni fa.
Da cosa dipende il mio problema?
La tosse che non passa è molto più di un semplice fastidio stagionale: può diventare un problema che condiziona il lavoro, il sonno, le relazioni sociali e perfino l’equilibrio psicologico. Quando la tosse dura oltre otto settimane, si parla di tosse cronica e, nella maggioranza dei casi, riconosce cause diagnosticabili e curabili, come rinite e sinusite, asma, reflusso gastroesofageo. Solo una minoranza, intorno al 10% dei pazienti con tosse cronica, rientra invece nel capitolo delle «tossi inspiegate o refrattarie», quelle che continuano a restare tali malgrado indagini e terapie corrette.
Negli ultimi anni si è affermato un nuovo modo di guardare a questi casi: il concetto di «ipersensibilità della tosse». In pratica, il sistema nervoso che controlla il riflesso della tosse diventa iper reattivo: stimoli minimi - un odore intenso, l’aria fredda, parlare a lungo, una risata - scatenano accessi violenti, spesso preceduti da un fastidio alla gola o da un’irresistibile urgenza di tossire. Le fibre del nervo vago che partono dalle vie aeree e arrivano al tronco encefalico si comportano come fili elettrici «scorticati», più sensibili ai segnali chimici e meccanici, e il cervello tende ad amplificarli invece che filtrarli.
La tosse può portare a complicanze fisiche serie, dalla sincope alle fratture costali, fino all’incontinenza urinaria nelle donne, ansia e depressione. Cosa fare quando la tosse sembra non avere spiegazione o non risponde alle cure? Il primo passo è verificare che l’iter diagnostico sia stato completo. Quando è così e la tosse resta senza causa o refrattaria, entrano in gioco approcci mirati al controllo del riflesso: programmi di logopedia respiratoria e terapia multimodale della tosse hanno dimostrato di ridurre gli accessi e migliorare la qualità di vita.
Accanto agli interventi non farmacologici, trovano spazio farmaci «neuromodulatori», come gabapentin, amitriptilina, morfina a basse dosi, in grado di modulare il segnale della tosse a livello centrale, pur con il limite di effetti collateraliche richiedono prudenza e monitoraggio. Il gefapixant, una molecola con un innovativo meccanismo d’azione, ha dimostrato un beneficio solo modesto e fastidiosi disturbi del gusto, aspetti che limitano molto le indicazioni. Nel frattempo, altri composti della stessa famiglia e nuove strategie farmacologiche sono in studio, ma la «pillola magica» contro la tosse cronica refrattaria resta ancora un obiettivo da raggiungere.
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Esistono terapie efficaci per curare definitivamente la tosse cronica?
Quando la tosse dura oltre otto settimane può nascondere meccanismi complessi.
17 Maggio 2026