Corriere della Sera — Analisi e Commenti, pagina 24 — Domenica 18 ottobre 2026
Chi decide se una visita medica può aspettare o meno: il medico o il portafoglio? Il rapporto Istat sui consumi del 2025 ci dice che il 19,6% delle famiglie ha limitato la spesa per visite mediche e accertamenti periodici. Forse non tutti hanno rinunciato a cure necessarie: possono avere ridotto esami superflui o trovato alternative meno costose, ma il dato non va sottovalutato.
La spesa media familiare in Italia è sostanzialmente stabile, a 2.782 euro mensili, ma metà delle famiglie spende meno di 2.338 euro. Emerge chiaramente il peso dei rincari: tra il 2018 e il 2025 la spesa equivalente è aumentata del 14% in euro correnti, ma è diminuita del 5,9% al netto dell’inflazione. Le famiglie spendono nominalmente di più, senza poter acquistare la stessa quantità di beni e servizi.
Quasi tre famiglie su dieci hanno ridotto quantità o qualità del cibo acquistato. Il rapporto non ci dice se mangino peggio, e sarebbe scorretto dedurlo. Ci obbliga però a interrogarci sui limiti dei nostri consigli. Raccomandare stili di vita sani, una buona alimentazione e così via, senza chiedersi quali risorse siano disponibili per metterli in atto rischia di diventare un esercizio vuoto, una divulgazione che vede soltanto metà del problema.
Così come la prevenzione può diventare una inutile predica rivolta a chi deve far quadrare i conti. «Controllatevi, non trascuratevi»: giusto. Ma poi bisogna rendere quei controlli accessibili. Altrimenti chiediamo responsabilità ai cittadini e concediamo al sistema il diritto di non averne, e purtroppo le liste di attesa in questo senso parlano chiaro.
Rispetto al 2024, scende la quota di famiglie che dichiarano di non aver modificato i propri comportamenti di acquisto per beni e servizi relativi a sanità (il 74,6%, era il 78,6% nel 2024). La quota di spesa più elevata per la salute continua a caratterizzare le famiglie costituite da anziani.
Non ogni euro risparmiato in sanità nasconde una cura mancata. Il compito del servizio pubblico è però impedire che ciò accada. Rinviare un acquisto può essere prudenza. Rinviare una cura per mancanza di possibilità economica è il punto di svolta in cui il diritto alla salute diventa un privilegio.
Sanità, ogni euro risparmiato nasconde una cura mancata
Tra rincari e liste d’attesa, le difficoltà economiche delle famiglie mettono alla prova l’accesso alle cure e il diritto alla salute.
18 Ottobre 2026