Praticare sport allunga la vita, ma farlo in zone inquinate comporta rischi?
Tutti i chiarimenti e i consigli del professor Sergio Harari

21 Settembre 2023

Che l’attività fisica regolare abbia numerosi effetti positivi è ormai un’evidenza confermata da numerosi studi scientifici. Perché tali benefici si manifestino realmente è importante cimentarsi in discipline indicate sia per l’età sia per le condizioni di salute, senza mai chiedere sforzi eccessivi al proprio corpo. Può una scarsa qualità dell’aria vanificare tutto ciò? Cerchiamo di fare chiarezza su come i livelli di inquinamento influiscano sugli effetti positivi dell’attività fisica.
 
  • LONTANO DAL TRAFFICO
Per limitare i danni provocati dall’inquinamento, chi vive in zone con una scarsa qualità dell’aria dovrebbe prendere alcuni accorgimenti quando pratica attività fisica. Innanzitutto, andrebbero privilegiate le aree verdi e meno inquinate, come i parchi, evitando invece le zone più trafficate e tenendosi sempre il più possibile alla larga dalle auto per limitare l’esposizione diretta agli inquinanti. “Bisognerebbe tenersi lontani anche dalle aree in cui ci sono edifici molto alti, dove le sostanze nocive tendono ad accumularsi per il minor ricambio d’aria” aggiunge il professor Harari. Un’altra buona idea è allenarsi al mattino presto, quando per via delle poche auto circolanti i livelli d’inquinamento sono più bassi. Soprattutto chi soffre di malattie cardiovascolari o respiratorie dovrebbe evitare di allenarsi (o almeno farlo a un’intensità ridotta) nei giorni in cui gli indici di inquinamento sono più alti. Siccome l’esposizione a inquinanti acuisce le crisi asmatiche, chi soffre di questa patologia dovrebbe allenarsi al chiuso nei periodi di picchi allergenici.
 
  • RESPIRARE CON LA BOCCA
500mila morti premature all’anno in Europa, che salgono a 6 milioni se si considera tutto il mondo. A tanto ammontano, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le vittime dell’esposizione all’inquinamento atmosferico che, in base a questi dati, rappresenta la quarta causa di malattie e morte nel mondo dopo ipertensione, fumo e malnutrizione. Inoltre, si suppone che per via della scarsa qualità dell’aria chi vive in Europa perda in media quasi un anno di vita. In Italia, poi, il 3,7% degli anni persi per malattia è dovuto a patologie respiratorie croniche, in particolare broncopneumopatia cronico ostruttiva e asma bronchiale. Svolgere attività fisica in un contesto del genere è davvero salutare? “L’attività fisica determina iperventilazione, in quanto comporta uno scambio d’aria superiore al normale. Così, se la qualità dell’aria è scarsa si introduce nell’organismo una maggiore quantità di sostanze inquinanti, aumentando i rischi di sviluppare malattie cardiovascolari e respiratorie. Inoltre, mentre si pratica sport si respira spesso a bocca aperta, bypassando un filtro prezioso contro gli inquinanti quale il naso” sottolinea il professor Sergio Harari, direttore della Clinica Medica a indirizzo Cardio-Respiratorio dell’Ospedale San Giuseppe MultiMedica di Milano e presidente del recente congresso della European Respiratory Society, che promuove insieme alla European Lung Foundation la campagna “Healthy Lungs for Life”.
 
  • CUORE E POLMONI
Anche perché è difficile sapere se l’aria che si respira in ambienti indoor sia realmente salubre, prendendo tutti questi accorgimenti ci si può allenare outdoor anche in zone in cui la qualità dell’aria non è elevata. Rinunciare all’attività fisica significherebbe infatti rinunciare a tutti i benefici a essa connessi. Praticarla con costanza favorisce invece migliori stili di vita, allungando quindi l’aspettativa di vita media. “Tra i diversi effetti positivi che comporta, svolgere regolarmente attività fisica migliora la funzionalità polmonare, riduce il rischio di malattie cardiovascolari nonché quello di diabete” conclude il professor Harari.

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