Perché dopo un episodio di raffreddamento la tosse può durare molto più a lungo rispetto agli altri sintomi?

20 Novembre 2023

Risponde alla domanda il Prof. Sergio Harari, direttore Pneumologia, Ospedale san Giuseppe Multimedica, Università degli Studi di Milano.

La tosse è un riflesso fisiologico protettivo delle vie aeree, ma può essere anche la conseguenza di uno stato infiammatorio. Ed è proprio quello che accade quando la tosse si manifesta prolungatamente dopo una sindrome da raffreddamento che può accompagnare una banale influenza o anche Covid. I virus hanno un’azione irritante sulle vie aeree, agendo sull’epitelio che le riveste. Facendo un paragone, è come quando da ragazzi ci si sbuccia le ginocchia, l’epidermide è scarnificata e serve tempo perché guarisca completamente, portando a termine il processo di cicatrizzazione.
I virus, ma anche i batteri sebbene in misura un po’ minore, determinano un danno sull’epitelio bronchiale, simile a quello della «sbucciatura» della cute, che provoca così la tosse. Il riflesso è sano, ma quando diventa troppo invadente bisogna controllarlo con i farmaci perché non causi danni (come, per esempio, una infrazione costale). Un altro meccanismo che può innescarsi conseguentemente a un’infezione può essere quello di un «asma post-infettivo», particolarmente frequente dopo le infezioni da Sars-CoV-2: può manifestarsi sia in soggetti predisposti che hanno già avuto una storia di asma, sia in persone che non ne hanno mai sofferto. È una risposta all’infiammazione conseguente al danno provocato dal virus.
Infine, una terza ragione per la quale la tosse può persistere a lungo è riconducibile allo sviluppo di secrezioni dense, che possono anche «scolare» dal naso, per via canalicolare posteriore, in trachea e nei grossi bronchi dando luogo a quella che viene definita una «sindrome rino-bronchiale » o quello che gli autori di lingua inglese chiamano «post-nasal drip».

 
L’approccio terapeutico deve partire da una precisazione della causa alla base della tosse, la terapia verrà poi di conseguenza.
 
Nel caso di una forma semplicemente irritativa, i cortisonici topici, anche per via aerosolica, sono solitamente risolutivi nell’arco di 10-15 giorni. Se invece si tratta di un asma postinfettivo, il trattamento sarà il medesimo dei casi comuni di asma: difficile però prognosticare se la condizione perdurerà nel tempo o si risolverà dopo qualche mese. Per il «post nasal drip» può rendersi necessaria anche una valutazione dell’otorino e, se il disturbo persiste, un’indagine mediante Tac dei seni nasali e paranasali per escludere la presenza di sinusopatie.